Panoramica di Yom Kippur
Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione, è il giorno più sacro del calendario ebraico. Cade il 10 di Tishrei, concludendo i Dieci Giorni di Penitenza. In questo giorno si digiuna per circa 25 ore, astenendosi da cibo, bevande, scarpe di cuoio, bagno e relazioni coniugali. Si trascorre la giornata in preghiera, chiedendo perdono a Dio e agli altri.
Kol Nidrei
Il Kol Nidrei ('Tutti i voti') viene recitato all'inizio di Yom Kippur, poco prima del tramonto. Non è tecnicamente una preghiera ma una formula legale che annulla i voti che potremmo fare nell'anno a venire. La sua melodia struggente è diventata una delle più riconoscibili della liturgia ebraica. I rotoli della Torah vengono tolti dall'Arca e tenuti in braccio durante la recitazione. Il Kol Nidrei viene ripetuto tre volte.
Le cinque funzioni
Yom Kippur prevede cinque funzioni di preghiera, più di qualsiasi altro giorno: 1) Arvit/Kol Nidrei — funzione serale che inaugura il digiuno. 2) Shacharit — funzione mattutina con lettura della Torah sul servizio del Tempio. 3) Mussaf — include la descrizione dettagliata del servizio di Yom Kippur nel Tempio. 4) Minchà — include la lettura dal libro di Giona. 5) Neilà — la funzione di 'chiusura' mentre le porte celesti si chiudono al tramonto.
Vidui — la confessione
Il Vidui (confessione) è al centro di Yom Kippur. Confessiamo i nostri peccati in due forme principali: 'Ashamnu' — un acrostico alfabetico dei peccati, e 'Al Chet' — un elenco più lungo. Ci battiamo leggermente il petto per ogni peccato menzionato. La confessione è al plurale ('abbiamo peccato') perché ci assumiamo la responsabilità collettiva. Il Vidui viene recitato dieci volte durante le funzioni della giornata.
Neilà — la funzione di chiusura
La Neilà, che significa 'chiusura', è la funzione finale esclusiva di Yom Kippur. Si svolge al tramonto, quando le 'porte del cielo' stanno per chiudersi. L'Arca resta aperta per tutta la durata. L'intensità cresce mentre rivolgiamo le nostre ultime suppliche. La funzione si conclude con un lungo suono prolungato dello shofar, seguito da 'L'shanà haba'à b'Yerushalayim!' (L'anno prossimo a Gerusalemme!).
La rottura del digiuno
Il digiuno termina dopo il calare della notte, quando sono visibili tre stelle, dopo il suono finale dello shofar. Molti preparano in anticipo un pasto leggero. È usanza iniziare a costruire la sukkà subito dopo Yom Kippur, passando dall'espiazione alla gioia. L'augurio dopo Yom Kippur è 'G'mar chatimà tovà' (Che la tua iscrizione sia sigillata per il bene) o semplicemente 'Buon Yom Tov'.